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Heini Messner ce l'ha fatta! L'anno scorso era
stato battuto da Per Sunde per un'inezia: trentasei centesimi di secondo.
Stavolta è riuscito ad imporsi, con lo stes-so margine, sul fuoriclasse
francese Jean-Claude Killy.
Messner è un vecchio estimatore della plastica
di San Pellegrino, che gli ha gio-vato non poco nel migliorare le sue
pos-sibilità di slalomista.
- Quando sono arrivato - confida
Messner - a poche ore dalla conclusione della Sei Giorni Record, non
pensavo di poter battere il primato stabilito da Jean-Claude Killy. Era un
tempo veramente eccezionale! Poi, un po' per la mia vecchia consuetudine
con la plastica, un po' per i miei ottimi sci, sono riuscito nell'impresa.
- Che sci hai impiegato?
- Un paio di Kneissl veramente
favolosi.
- Che cosa pensi della formula di gara della
Sei Giorni Record?
- E' una formula ottima, che
consente di eccellere al migliore in senso assoluto.
- E il tracciato, come l'hai
trovato?
- Molto tecnico e difficile.
Per tenere il ritmo, non si poteva commettere il mi-nimo errore...
- Se Killy fosse rimasto fino al
ultimo giorno, pensi che avresti potuto batterlo?
- Con gli sci che avevo, penso che
sa-rebbe stato difficile contrastarlo valida-mente il passo. Forse se
avessi dovuto im-pegnarmi a fondo, contro Killy, sarei riu-scito ad
abbassare ulteriormente il tempo-primato. Quanto meno, avremmo dato vita
ad una battaglia infernale.
- La Sei Giorni Record
di quest'anno ha raccolto i più forti specialisti del mondo...
- Proprio per questo sono
particolar-mente orgoglioso d'essermi imposto in una competizione del
livello tecnico così elevato.
- La plastica può rappresentare
l'opti-mum per lo slalom. Tutti i concorrenti, dal primo all'ultimo,
gareggiano con la pista sempre nelle stesse condizioni...
- Questo fatto è veramente
importan-tissimo. Gli atleti inferiori ed i giovani possono misurarsi con
i più grandi cam-pioni in condizioni di parità. In tal modo, possono
controllare, cronometro alla mano, i loro progressi.
I "campioni", d'altra par-te, possono avere un costante punto di
rife-rimento. E la plastica, particolarmente per lo slalom, è
adattissima.
- Soltanto sulla plastica si può
orga-nizzare una competizione come la Sei Gior-ni Record...
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- Certo. Ma
vorrei dire qualche cosa di più: per lo slalom, la plastica può
di-ventare... la neve dell'avvenire. Secondo me, sarebbe molto
importante, per l'Au-stria avere una pista in plastica come quel-la di
San Pellegrino, per potersi allenare, un paio di volte al mese, con il
cronome-tro! Ciò consentirebbe ai tecnici di com-prendere alla
perfezione, senza possibili-tà di errori, il
"plafond" degli atleti ha di-sposizione.
- E' difficile, per un
atleta, passare dalla neve alla plastica?
- In principio, si può incontrare
qual-che difficoltà. Ma l'ambientamento è rapi-do e facile.
- Con l'ambientamento,
arrivano anche dei notevoli miglioramenti tecnici per lo sci-neve.
- A che tipo di neve paragoneresti
la plastica della Pista del Sole?
- Mi sembra che assomigli, in un
certo senso, alla neve dura da slalom. Ma, ris-petto alla neve la
plastica è senza dubbio più elastica.
Heini Messner è stato il trionfatore,
que-st'anno, sia della Sei Giorni Record che nell'Universal Slalom, ex
Campionato del Mondo. Il suo " en plein" lo consacra cam-pionissimo
della plastica, sopratutto per-ché sulla Pista del Sole, è riuscito a
su-perare l' "invincibile" Jean-Claude Killy.
- E' stata
una grossa soddisfazione - conclude
Messner - riuscire a far me-glio di Jean-Claude, che
ritengo, in que-sto momento, il più grande sciatore del mondo.
Spero di poter conservare, anche l''anno venturo, lo scettro del re
della pla-stica.
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