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La Pista del sole, ideata e
realizzata da Francesco Cima è il centro agonistico più importante
dello sci su plastica. Jean Claude Killy, Heini Mezzener; Guy Péril-
lat,Leo Lacroix e Pier Lorenzo Clatau, che sono stati i grandi
protagonisti del-l'ultima "Sei Giorni Record", giudicano in
quest'articolo la pista di San Pellegrino e indicano quali
notevoli prospettive pos-sa aprire la plastica al
mondo dello sci. |
Gli appassionati dello sci su plastica au-
mentano. Cifre alla mano, l'incremento è costante e merita d'essere
seguito con inte-resse. La plastica è
entrata nel mondo dello sci senza clamori. Ma i risultati sono,
nonostante ciò, interessantissimi.
Alla Pista del Sole di San Pellegrino, gli
sciatori accorrono in numero costantemente superiore. Francesco
Cima, che ha ideato la pista, è soddisfatto con <<juicio>>.
La Pista del Sole è nata quattro anni fa: sono bastate queste ultime
stagioni per farla co-noscere. In particolare,
la Sei Giorni Re-cord ha aperto una via nuova allo sci, abbi-nando lo
spettacolo alla possibilità d'una validissima competizione che
permette di emergere al più forte in senso assoluto.
Nelle pagine seguenti pubblichiamo le interviste
registrate di Francesco Cima con Jean Claude Killy, Heini Mezzener;
Guy Pé-rillat, Leo Lacroix e Pier Lorenzo Clataud, che sono
stati i maggiori protagonisti del-l'ultima Sei Giorni Record e dell'
Universal Slalom. Da queste conversazioni emergono chiaramente i pregi
e l'utilità della plastica, della buona plastica che viene impiegata,
almeno, a San Pellegrino.
Sulla scorta di queste opinioni, non è
difficile prevedere, in un futuro più prossimo di quanto non si possa
immaginare, il <<boom>> della plastica. Da San
Pellegrino, anzi, è già partita una proposta
rivolta a tutti i <<proprietari>> delle piste in plastica sparse
nel il mondo: Francesco Cima intende |
organizzare un Congresso, da cui abbia ori-gine la
Federazione Internazionale dello sci su plastica.
Da questa Federazione potrà dipendere
l'avvenire dello sci, che è ancora troppo condizionato dai fattori
climatico-ambien-tali. Perché si deve sciare solo nelle stagioni
invernali? Perché, in estate, bisogna raggiungere quote elevatissime?
La plasti-ca può risolvere questi problemi, rendendo possibile,
in ogni momento e in ogni luo-go, la pratica di uno sport affascinante
come lo sci. Il giorno in cui si potrà sciare su una pista
di plastica, costruita a Milano, a Roma, a Torino, a Genova, a
Bologna, a Napoli tanto per rimanere entro i confini nazionali,
lo sci diventerà uno sport dif-fuso a tutti i livelli,diventerà
<<popolare>> nel senso più ampio della parola.
Naturalmente la plastica non pretende di
sostituire la neve: semplicemente vuol conquistare, accanto alla neve,
quel posto che le spetta di diritto, quel posto che le at-tribuiscono
campioni del valore di Killy, di
Messner, di
Périllat, di
Lacroix, di
Cla-taud.
Dopo quattro anni di vita, la Pista del Sole ha
assunto una risonanza ed un pre-stigio internazionali. Da tutto il
mondo, vengono sciatori a provare questa plastica, che presto verrà
esportata ovunque. L'epo-ca della plastica è già
cominciata... E San Pellegrino è la capitale riconosciuta dello sci su
plastica. |