La Storia

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Venni a conoscenza delle discrete caratteristiche tecniche dei pannelli in metallo e PVC, per lo sci, prodotto dallo stabilimento di spazzole del conte Acquaderni e dallo stesso brevettato. Mi recai a Torino al “Salone della Montagna” per vedere come funzionavano dette piste. Visto che tecnicamente non erano male, con la pecca più grande nel non essere “gradevoli” in caso di cadute. In quellʼoccasione ordinai mille metri quadrati per meglio sperimentarla, mi diedi a cercare il posto dove istallare la pista in plastica, il luogo preferito era a San Gallo accorpato a San Giovanni Bianco, dove dʼinverno,  mi recavo con Luigi Rota ad allenarmi in slalom, ma il prezzo del terreno era troppo caro. Altre soluzioni che avevo preso in esame furono Cassiglio, San Pellegrino Terme, dove cadde la mia scelta, convinto dai fratelli Valentino e Angiolino Quarenghi, e dal fatto che il sindaco Biagi liberale era a me persona gradita. Dopo avere vagliato i terreni che meglio si prestavano allo scopo, anche in funzione del basso prezzo dʼacquisto, la mia scelta cadde sulla località Foppi, sopra Frasnito, poiché vi sarebbe stata la possibilità di realizzare una abbastanza lunga pista da slalom, oltre al prezzo ragionevole di acquisto dei terreni. Acquistate le aree si iniziarono i lavori in modo pionieristico per realizzare in loco un centro polisportivo chiamato “Pista del Sole”, suggerito dal soprastante Pizzo del Sole. Fu inizialmente attrezzato un piccolo chiosco per bevande e stesi i pannelli della pista Acquaderni. Nel luglio 1963, in occasione del Congresso della Democrazia Cristiana, una trentina di onorevoli, accompagnati dal dott. Valentino Quarenghi, vollero salire per vedere i lavori in corso. Li portai sino davanti al chiosco con un Maggiolino Vw,(non avevo ancora acquistato le LandRover),  tre dentro la macchina e uno fuori in piedi sul paraurti attaccato con le mani al portascì per aumentare il peso sulle ruote posteriori. Non cʼera ancora la strada e si saliva dal ripido prato, poi divenuto parte del tracciato della pista di sci. Per tornare li invitai però a scendere a piedi… . Avevo poi ordinato una sciovia(ski-lift) a Graffer, ma sarebbe stata consegnata in tardo autunno, per sciare quindi con appassionati di San Pellegrino terme, acquistai un camioncino della Rover mod.“Fower Control”, al quale furono nel cassone messe due lunghe panche, per il trasporto di una dozzina di sciatori. Intanto le promesse fatte dalla Azienda autonoma”, non vennero mantenute, così dovemmo fare noi una linea elettrica a media tensione, fornita dalla centrale Colleoni. Anche la strada di accesso da valle, non asfaltata, era dopo i temporali dissestata. Su nostra pressante richiesta il comune provvide poi nel 1964 ad asfaltarla. Nel frattempo pensai a completare il complesso con un campo da tennis tipo Quick dellʼimpresa  Fadini e una piscina, entrambi  con coperture presso-statiche fornite dallʼinventore Rocca di Mestre. Essendo le uniche in bergamasca attirarono molti tennisti da Bergamo e provincia durante lʼinverno. A fianco della piscina, fu costruita una sauna in tufo, nel fabbricato della quale era istallata una caldaia a vapore e gli spogliatoi. Intanto era iniziata la costruzione dello Chalet Ristorante sopra lʼantica stalla, i tre chalet in legno di produzione iugoslava. Intanto nellʼestate del 1963, erano iniziati gli scavi per la strada di accesso interna e per lʼistallazione della 1° sciovia(ski-lift), oltre ad avere iniziato lʼallungamento della pista da sci compreso un tracciato per la 2° sciovia.  Lʼinaugurazione del complesso era stata decisa per il mese di giugno 1964, per la qualcosa non cʼera tempo da perdere. Fu fatto un depliant con disegni, diciamo artistici, da Frazza non potendo farlo con fotografie. Come collaboratori avevo al mio fianco, Gabriele Forcella, amico della adolescenza anche se di tre anni maggiore di me, il quale era anche stato mio insegnante di pianoforte,  Luigi Rota(capo pista), che conoscevo da quando avevo undici anni, appassionato sciatore, che si rivelo abile nella trattativa per lʼacquisto dei terreni. Menziono anche il vecchio amico Italo Oberti, che fece la linea elettrica ad alta tensione e poi guidava il camioncino Rover. I lavori proseguirono abbastanza celermente, anche superando difficoltà di vario genere. Nel chalet Ristorante, non ancora finito  fu posta una bella stufa in maiolica del 700, che abbelliva notevolmente lʼambiente. Venne anche approntata per lʼinaugurazione la pista di pattinaggio a lama su resina bifenolica della Bayer, che si rivelò avere il grande difetto di togliere il filo al pattino dopo breve utilizzo, così venne utilizzata per altri scopi. A giugno del 1964 venne inaugurata la Pista del Sole, con lʼallungamento della pista sino alla definitiva partenza. La pista era per la parte superiore un manufatto di polietilene, di colore bianco, prodotto su nostra ordinazione dalla stamperia Baldi di Bergamo, mentre la parte bassa era utilizzata quella di Acquaderni. Intanto si iniziò a pensare e progettare un pista in plastica più idonea allo sci agonistico. Fu istallato il 2°ski-lift per la parte alta. Fu fatto lʼimpianto di illuminazione con pali in legno, inoltre fu istallato, sopra la partenza in posizione dominante, un potente faro a ioduri-metallici di 2 Kw, che illuminava anche la parte di fronte della valle e di San Pellegrino Terme che fu poi chiamata da tutti “luna”. Era stato anche istallato un potente impianto di altoparlanti, e posti i cavi per il cronometraggio elettrico. Vi fu una gara inaugurale, con la partecipazione dei migliori atleti nazionali tra i quali Paride Milianti, Italo Pedroncelli, Bruno Alberti, Francesco Deflorian, il bergamasco Italo Pirola. Venne poi organizzata  una competizione che si svolgeva per la durata di tre mesi: luglio, agosto, settembre, per tre volte alla settimana, con premio finale per il 1° classificato di una Renault R4. Venne da me adottato per la prima volta nello sci un sistema di assegnazione  punti in base al tempo realizzato. Parteciparono alla competizione i migliori atleti nazionali, con il duello per il 1° posto tra Paride Milianti e Felice De Nicolò. Usammo per primi pali da slalom estrusi in politene, molto sicuri ed elastici prima dei tre colori allora regolamentari, poi ridotti a due colori uno giallo lʼaltro rosso con una spirale di nastro adesivo bianca che erano ben visibili di sera con la luce artificiale.  Vi era anche una pista di Baby-bob lunga circa 500 metri, e un parco giochi per bambini attrezzato, oltre la grande amaca a metà pista.  Quellʼanno diversi atleti azzurri scendevano dallo Stelvio(e Livrio) per fare la gara da noi, poi alcuni si tuffavano in piscina anche con gli scarponi… , quella sera vi fu un ragazzo di tredici anni che fece il 4° tempo, il nome Rolando Thoeni, che diverrà un grande slalomista, superando il padre Federico. Intanto per merito di Derio Monzani (fu lui personalmente a sperimentarlo) si era passati dal sciolinare gli sci con la paraffina ai siliconi con risultati migliori. Nel settembre del1964 si disputò il “1° Gran Premio Pista Asciutta” di sci su plastica, gara per cuccioli e ragazzi organizzata dallo Sci Club Topolino con la collaborazione di Rolly Marchi, suo promotore ed animatore. I clienti venivano portati dai piazzali sino al nucleo centrale con una Land Rovere a otto posti. Nellʼannata  si ospitarono negli chalet  ospiti eccellenti, tra i quali il direttore della F.A.O.  Nel 1964 fu aggiunta lʼequitazione praticata con cavalli di Samolaco razza di Avelengo, su suggerimento di Egidio Quarenghi. Purtroppo in agosto persi, per dimissioni, il mio migliore collaboratore che sostituii provvisoriamente con un amico studente Gianni Orsolini.  In questʼannata viene costruita la cabina elettrica, la grande vasca a metà pista, con duplice funzione di bacino per lʼinnevamento e piscina estiva, locali compressori e gruppo elettrogeno di emergenza. Muro per allenamento tennis coperto. Dopo il successo del 1964, si pensò, per lʼanno successivo 1965, ad organizzarsi in modo adeguato, venne preso un addetto stampa, Lorenzo Parmigiani giornalista sportivo del giornale “La Notte” per ampliare la diffusione alla stampa nazionale, e il Maestro di sci Francesco De Florian per la scuola di sci e il capitano Claudio Baldassarri come direttore sportivo. Fu fatto un nuovo depliant illustrativo con legenda in tre lingue Francese, Inglese,Tedesco, curato nella stampa da Baldassarri. Decisi di indire il 1° Campionato del Mondo di sci su plastica, oltre poi proseguire con il campionato estivo come il precedente. La pista da gara era tutta bianca, che purtroppo si rompeva con facilità, mentre quella di Acquaderni era stata posta nel campo scuola. Il problema si manifestò verso fine stagione ad agosto/settembre.
Nel 1965, il “1° Campionato del Mondo di sci su plastica”, fu vinto da Leo Lacroix su Francesco De Florian e Peer Sunde.  Lʼevento fu pubblicato su molte testate giornalistiche nazionali: Corriere della Sera, LʼUnità, La Notte, La Gazzetta dello Sport, Tutto Sport, Il Giorno LʼItalia Milano e Como, Il Piccolo Sera di Trieste, Il Giornale dʼItalia di Roma, Corriere Lombardo di Milano, Lʼeco di Bergamo, Giornale di Bergamo, Stadio di Bologna. Intanto era stato finito lʼedificio denominato Club House, che comprendeva un gran salone e sotto di esso due piani con complessive otto camere e 8 bei bagni. La F.I.S.I. poté così programmare un allenamento atletico della squadra azzurra di sci specialità alpine, con alla testa lʼallenatore Ermanno Nogler. Atleti in ritiro: Renzo Zandegiacomo, Giuseppe Compagnoni, Valentini, Pierlorenzo Clataud, Claudio De Tassis, Martino Fill, Felice DeNicolò. Ivo Mahlknecht, Giovanni Di Bona, Bruno Piazzalunga, Gerard Mussner; Il complesso “Pista del Sole era allora conosciuto ormai non solo a livello nazionale, ma anche internazionale. Il 1965 fu però un anno pesantemente passivo per gli incassi, ma le pratiche inoltrate al Comune di San Pellegrino nel 1964, per potere edificare residence turistici giacevano non ancora approvate, creando un grave danno poiché sarebbero servite a ricreare liquidità nelle casse della Pista del Sole. La Pista del Sole è divenuta di casa per molti atleti sportivi con in testa Felice Gimondi e Giacinto Facchetti. Nello stesso anno il dottor Angiolino Quarenghi, nel mese di novembre, portò il fondista Marcello De Dorigo a S.Pellegrino T. per la riabilitazione a seguito di un grave congelamento ai piedi subito in Svezia, venne a provare  anche sulla nostra pista da fondo.  Nel mese di dicembre realizzammo il primo innevamento artificiale in Italia, venne fatta una presentazione di questo evento al quale parteciparono giornalisti tra i quali Raschi direttore della Gazzetta dello Sport, lʼarbitro Concetto Lo Bello. Si organizzò negli anni 1965 e 1966, una manifestazione ludico-competitiva, denominata “Trofeo Pista del Sole” che comprendeva prove di gara nelle attività possibili alla PdS: slalom sci; percorso di equitazione a tempo; gincana con pattini; pesca subacquea alle monetine; baby bob; tennis. Iniziò la produzione di pista in plastica (tipo FST2), nel 1996, con pressa Triulzi prima San Giovanni Bianco(dependance Villa F.Cima), poi nel 1998, (tipo SEC/S) in loco alla PdS, prima come Pista del Sole srl poi come FINC ; -  Nel 1966 i pannelli della pista furono sostituiti da un nuovo modello di colore blu, composta da politene + butadiene, e additivi idonei contro i raggi ultravioletti. Fu una svolta dal punto di vista sia tecnico che per la durata. Restavano da risolvere i problemi relativi alla lussazione del pollice nelle cadute. Venne realizzato un nuovo depliant curato da Aldo De Martino,allora presidente dello Sport Club Pista del Sole, più facile da guardare, dove in un nuovo logo, venne inserito il logo originario, in cerchi spiraliforme.  In seguito Aldo De Martino, non potendo più ricoprire lʼincarico per incompatibilità con il suo incarico in RAI, propose di fare Presidente dello Sport Club Pista del Sole, Valfrido Chiarini, dellʼagenzia Olimpia, che accettò.  Nello stesso anno, il 21 gennaio, vennero premiati con il “Sole dʼOro”, premio istituito dallo “Sport Club Pista del Sole” , Concetto LoBello, Felice Gimondi, Giacinto Facchetti; inoltre detto premio venne  conferito  il 21 giugno a due giocatori dellʼAtalanta: Anquilletti e Colombo. Il 23 maggio venne effettuata una gara di slalom degli universitari vinta da Carlo Nessi de CUS Milano. A fine Giugno iniziò il “Campionato Internazionale di sci su plastica”, di durata tre mesi, tre gare infrasettimanali al quale parteciparono anche atleti nazionali italiani come Antonio Sperotti, Renato Valentini, Marcello Varallo, Teresio  Vachet, lʼuniversitario Luigi Pezza oltre a Italo Pirola pronosticato vincitore, eliminato da una caduta in moto. Vincitore della Classifica Generale risultò alla fine Francesco Nicola Cima, davanti a Luigi Pezza e Peer Sunde.  La novità fù la competizione serale denominata “Sei Giorni Record”, si svolgeva in sei giorni sullo stesso tracciato di slalom, quattro prove al giorno, per atleti di livello mondiale, che proclamava vincitore colui che aveva in una prova ottenuto il miglior tempo. Riuscimmo con il “Monumento allʼAutomobile”, che ottenne vasto eco pubblicitario, ad ottenere dalla Renault una R10, che fu vinta dal diciannovenne studente universitario norvegese Peer Sunde in un indimenticabile duello con lʼaustriaco Heini Messner, che si risolse allʼultima discesa.  La domenica si disputava “Universal Slalom” (alias Campionato Mondiale di sci su plastica), che dopo la “Sei Giorni Record” concludeva la stagione di competizioni internazionali, vinto ancora da Peer Sunde, davanti a Malugani e Alain Penz. Nel 1966 e 67 vi furono diversi ritiri della squadra nazionale di sci specialità nordiche:  fondo, 2 ritiri per senior, 1 per junior;  4 per salto e combinata nordica(salto+fondo), La squadra di fondo era allenata dallo svedese Beng Herman Nilsson e direttore tecnico Strumolo, squadra che nel 1968 vinse il primo oro nella 30 chilometri alle Olimpiadi invernali di Grenoble, con Franco Nones. Oltre a lui erano presenti per il fondo:   Bacher Mario, Blanc Elviro, Busin Stelio, Chiocchetti Renzo, De Florian Giulio,Lombard Attilio, Manfroi Franco, Scola Pietro,  Serafini Palmiro, Stella Gian Franco e Aldo, Stuffer Livio, Steiner Giuseppe e tra gli juniores ricordo: Giulio Capitanio,Carlo Favre, Roberto Primus grande promessa mancata, purtroppo per una patologia ai reni, e altri di cui non ricordo il nome, e i combinasti: Ezio Damolin e Fabio Morandini. Quelli del salto erano allenati da Pertile Piero,  Aimoni Giacomo e Bazzana Albino vennero in allenamento alla PdS più volte, attratti dal tennis… , essendo i tre appassionati. --Il 2 maggio 1967 avvenne la presentazione al Palazzo Reale della Pista del Sole, patrocinata dallʼAssessore allo sport e turismo del Comune di Milano, dott,GianFranco Crespi. 1967 anno anno in cui vennero alla Pista del Sole gli atleti Killy, Perillat, Messner; Bachleda, Clataud . La sera più emozionante della sei giorni record, con soli circa 700 spettatori, vide il duello tra Guy Perillat e JeanClaude Killy, che sotto una pioggia battente,  presero ciascuno per tre volte il primato, cambiando ogni volta la “maglia rossa” con strisce azzurre ed arancio di leader. Killy quella sera, nonostante detenesse già il miglior tempo, era di venerdì, fece la sua ultima discesa, nella quale registrò un tempo clamoroso abbassando il precedente di quasi due secondi, ma non riuscì a tagliare il traguardo entro i due pali delimitanti. Il giorno dopo, sabato, doveva recarsi da De Gaulle per essere premiato e dopo aver fatto le foto di rito, partì sicuro di aver vinto. Giunse Heini Messner, che pur quellʼanno arrivando lʼultimo giorno, ben conosceva le caratteristiche della pista in plastica, avendo partecipato lʼanno precedente alle competizioni in corso. La sera, dopo vicissitudini che fecero annullare delle prove falsate dalla crono-scrivente per colpa della troppo umidità, si giunse allʼepilogo e riuscì a vincere facendo il miglior tempo nellʼultima discesa delle sue quattro, grazie anche agli sci studiati da Kneissel appositamente per questa competizione. Nel Congresso della F.I.S. in Libano del 1967 si discusse sia del nostro sistema di punteggi legati al tempo realizzato, sia dei pali da slalom. Il sistema di punteggio fu approvato in modo rovesciato, noi partivamo da cento scalando loro decisero di partire da 0 aumentando visto il numero ingente degli atleti, mantenendo però inalterato il senso di questa innovazione, che solo due anni prima mi era stato detto “certe idee possono essere realizzate sulla luna”. Diversa sorte per i pali da slalom che non furono ritenuti idonei per la loro elasticità, fin dalla base, e per il colore che rimase quello già in uso. Pretestuosamente poi in quel congresso inserirono lo sci su plastica e su erba negli sport invernali… ,  poiché a giugno alla richiesta della segretaria generale la svizzera Rut (o qualcosa di simile) che intimò a Killy, Perillat e Lacroix di non correre alla Pista del Sole, pena la squalifica, per via dei premi in palio, si senti rispondere che non erano di pertinenza della FIS dai tre citati campioni, e Killy salutò la sua insistenza, con un eloquente: madame merde… !
--Il Gruppi Italiano Scrittori di Montagna, riuniti in assemblea a S.Pellegrino Terme, furono ospitati alla Pista del Sole e offerto loro cena presso il Ristorante Pista del Sole.    In seguito si svolse una gara dello Sci  Club Scarpone vinto da Giorgio Compagnoni, padre di Debora.6 ---Il 24/09/1967 si disputa il 1° Trofeo Paperino di slalom su plastica, con vincitori delle varie categorie che resteranno noti nel campo dello sci, Aspiranti m. Angelo Radici; Allievi m. Fausto Radici, f Silvia Bricchetti; ragazzi m. Maurizio Radici; cuccioli 1 m. Bruno Gattai, f.Francesca Cima. ---Altre manifestazioni organizzate alla PdS:  Sole dʼoro alla casa editrice Bietti; “Festiva di musica classico vocale” al Casinò di S.Pellegrino Terme, con orchestra di Verona. Premiazione con” Sole dʼoro” del Pittore belga Paul Georges Klein. -Il 1968 fu lʼultimo anno nel quale vennero organizzate la “Sei Giorni Record” e “Campionato Mondiale”(alias “Universal Slalom” per imposizione FIS) di sci su plastica con tracciati del creatore PdS Francesco Cima. Presenti molti medagliati in campionati del mondo e olimpiadi su neve, quali: Heini Messner, Alfred Matt, Herbert Uber, Guy Perillat, Leo Lacroix, Jos Minsc e altri atleti di squadre nazionali straniere e di quella italiana; i norvegesi Peer Sunde, Lasse Amre, Otto Tschudi, il tedesco Gerard Pinzing e gli italiani Pierlorenzo  Clataud, Antonio Sperotti, Renzo Zandegiacomo, Bruno Piazzalunga, e nostri giovani Angelo e Fausto Radici, Alessandro Casse e Furio Brigadoi. La gara della sei giorni vide prevalere nellʼultima giornata e per lui ultima prova, Pierlorenzo Clataud, che corse con gli sci Dinamic di Killy,  regalati a Francesco Cima. 2° Werner Bleiner a 18 cent.; 3°Heini Messner; 4° Antonio Sperotti; 5°Guy Périllat. Nel campionato del mondo vinse ancora Clataud, 2°Guy Périllar, 3°Leo Lacroix, 4°Peer Sunde(ormai da due anni dedito allo studio), Hamre Lasse. Non avendo potuto mettere un auto di premio, il 1° fu premiato con un puledro, il 2° con una pecora, il 3° con un maialino. Dopo questʼanno si interruppe lʼimpegno organizzativo per varie ragioni. A fine 1968 fu costituita la F.I.S.suP.(Federazione Italiana Sci su Plastica) a Perugia presso la Città della Domenica (Centro multifunzionale del luogo). -Nel 1970, con la sponsorizzazione dellʼindustriale Gianni Radici(padre di Angelo e Fausto), fu organizzata in una giornata, con al mattino una gara di slalom record in 6 prove, e al pomeriggio unʼaltra gara di slalom speciale parallelo, con surplus alternato, rimasta la 1° e lʼultima di questo genere.   Hanno vinto Gustav Thõni (fresco vincitore della coppa del mondo di gigante) nella gara del mattino, davanti al campione Italiano Giuseppe Compagnoni e Rolando Thõni; 4° Fausto, 5°  Eberard Shmalz . Nel parallelo del pomeriggio, uscito subito di scena lʼaffaticato Heini Messner, ha vinto Rolando Thõni(che ha eliminato in semifinale Gustav),  2° Eberard Shmalz..3° Gustav Thõni. Quel giorno più di diecimila spettatori, vennero a vedere il vincitore della coppa del mondo, le cinzioni del complesso a valle vennero divelte. --1974- Fu organizzata una gara alla quale parteciparono in campo maschile: Piero Gross(fresco vincitore coppa del mondo), Bieler, Fausto e Angelo Radici e altri giovani atleti della squadra nazionale B. Il pubblico apprezzò molto le discese di Piero Gros; -Nel 1983 il 4 novembre, per lʼapertura del negozio di articoli sportivi Karmak 2000 di Daniela Zini e Gianantonio Arnoldi, fu organizzata una doppia gara, la 1° di slalom record, la seconda di slalom. In campo femminile parteciparono Daniela Zini, Wilma Gatta, Cinzia Valt, Maddalena Silvestri, Dodi Nicolussi, e le juniores sorelle Francesca e Gheusch Cima, la 1° e la 2° battendo in finale Wilma Gatta. 3° Cinzia Valt e Francesca Cima. In Campo maschile vinse Aldo Ghislandi su Beringhieri. Negli anni 1983 e 84 fu ospite, per la preparazione estiva, la squadra di calcio del Piacenza, allenata da Tita Rota, Presidente Leonardo Garilli. Tiro con lʼarco 1985 Campionato italiano open di “Tiro con lʼarco” alla PdS, dove poi si fermarono per una decina di giorni gli atleti della nazionale per la preparazione ai mondiali di quellʼanno. Nel 1986, in occasione del Campionato Mondiale di Enduro la Pista del Sole diede ospitalità agli atleti, oltre che con le strutture esistenti, allestendo un  camping provvisorio nel campo di calcio e sulla pista di fondo, e coprendo con copertura in legno il Tennis che diveniva, oltre allʼuso come tennis, un grande salone per eventi di vario genere in seguito purtroppo poco utilizzato. Un rilancio della PdS in chiave “Salute” fu il progetto denominato ”Accademia della Salute”, che pur essendo stato approvato, per subentrate difficoltà burocratiche non fu realizzato. -Alla P.d.S. negli anni 1964/1968 furono ospiti: Padre Roberto Busa(Gesuita) celebre inventore della linguistica informatica(iperteso), alloggiò alla P.d.S. più volte, invitato da amiici; Nicola Cattedra giornalista(direttore di settimanali e quotidiani), fu cliente negli week-end, della PDS; Dino Buzzati visitò la PdS; Oltre ai rappresentati delle istituzione: Prefetto di Bergamo; Ufficiali delle Fiamme oro, Fiamme Gialle, Esercito e Carabinieri; Molti atleti e giornalisti sportivi. Note Inserire foto nelle biografie di Wiky degli atleti alla Pista del Sole.

Atleti

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Cognome & Nome Specialità
A  
Adalbert A
Alberti Bruno  
Arpin Michel A
B  
Bacher Mario N
Bachleda Andrzej A
Blanc Elviro N
Bleiner Werner A
Bonlieu A
Busin Stelio N
C  
Casse Alessandro A
Cima Francesco A
Chiocchetti Renzo N
Clataud Pier Lorenzo A
Colò Zeno A
Compagnoni Giuseppe A
Compagnoni Giorgio A
Compagnoni Maurizio A
D  
Damolin Ezio N
De Florian Giulio N
De Nicolò Felice A
De Rodrigo Marcello N
Di Marco Luigi A
Duvillard A
E  
F  
G  
Grigis Roberto A
GrosPiero A
H  
Heinrich Messner A
Hias A
Hinterseeher A
I  
J  
Jallifier A
Jauffré A
K  
Killy Jean Claude A
L  
Lacroix Leo A
Lasse Harme A
Leitner Lukki A
Lombardi Attilio N
M  
Magoni Lara A
Mahlknecht Ivo A
Malugani Antonio A
Mauduis George  
Manfroi Franco N
Matt Alfred A
Milianti Paride A
Morandini Fabio N
Mussner Walter A
N  
Nenning A
Nones Franco N
O  
P  
Pedroncelli A
Pezza Luigi A
Penz Alain A
Périllat Guy A
Piazzalunga Bruno A
Pravda Cristian A
Q  
R  
Radici Angelo A
Radici Fausto A
S  
Sailer A
Schranz A
Schmalz Eberhard A
Scola Pietro N
Senoner Carlo A
Serafini Palmiro N
Sperotti Antonio A
Steiner Giuseppe N
Stella Aldo N
Stella Gian Franco N
Stuffer Livio N
Sunde Per A
T  
Thoeni Gustav A
Thoeni Roland A
U  
V  
Valentini Renato A
Vachet Teresio A
Vuernet Jean A
W  
Y  
Z  
Zimmermann A

 

Pista del Sole - La Capitale della Plastica

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Tratto da Sciare  Settembre 1967

LA CAPITALE

 

DELLA

 

PLASTICA

 

 

 

di Walter Tobagi  

 

La Pista del sole, ideata e realizzata da Francesco Cima è il centro agonistico più importante dello sci su plastica. Jean Claude Killy, Heini Mezzener; Guy Péril- lat,Leo Lacroix e Pier Lorenzo Clatau, che sono stati i grandi protagonisti del-l'ultima "Sei Giorni Record", giudicano in quest'articolo  la pista di  San Pellegrino e indicano quali notevoli prospettive pos-sa  aprire  la plastica  al mondo dello sci.

 

Gli appassionati dello sci su plastica au- mentano. Cifre alla mano, l'incremento è costante e merita d'essere seguito con inte-resse.     La  plastica è entrata nel mondo dello sci senza clamori. Ma i risultati sono, nonostante ciò, interessantissimi.

 

   Alla Pista del Sole di San Pellegrino, gli sciatori accorrono in numero costantemente superiore.  Francesco Cima, che ha ideato la pista, è soddisfatto con  <<juicio>>.   La Pista del Sole è nata quattro anni fa: sono bastate queste ultime stagioni per farla co-noscere.    In particolare,  la Sei Giorni Re-cord ha aperto una via nuova allo sci, abbi-nando lo spettacolo alla  possibilità d'una validissima competizione che permette di emergere al più forte in senso assoluto.

 

  Nelle pagine seguenti pubblichiamo le interviste registrate di Francesco Cima con Jean Claude Killy, Heini Mezzener; Guy Pé-rillat,  Leo Lacroix e Pier Lorenzo Clataud, che sono stati i maggiori protagonisti del-l'ultima Sei Giorni Record e dell' Universal Slalom. Da queste conversazioni emergono chiaramente i pregi e l'utilità della plastica, della buona plastica che viene impiegata, almeno, a San Pellegrino.

 

  Sulla scorta di queste opinioni, non  è difficile prevedere, in un futuro più prossimo di quanto non si possa immaginare,  il  <<boom>> della plastica.  Da San Pellegrino, anzi, è  già  partita  una  proposta rivolta a tutti i <<proprietari>>  delle piste in plastica sparse nel il mondo:  Francesco Cima  intende organizzare un Congresso, da cui abbia ori-gine la Federazione Internazionale dello sci su plastica.

 

 

   Da questa Federazione potrà dipendere l'avvenire dello sci, che è ancora troppo condizionato dai fattori climatico-ambien-tali. Perché si deve sciare solo nelle stagioni invernali? Perché, in estate, bisogna raggiungere quote elevatissime?  La plasti-ca può risolvere questi problemi, rendendo possibile,  in ogni momento e in ogni luo-go, la pratica di uno sport affascinante come lo sci.  Il giorno  in cui si potrà sciare su una pista di plastica,  costruita a Milano, a Roma, a Torino, a Genova, a Bologna, a Napoli tanto per rimanere entro i confini nazionali,  lo sci  diventerà uno sport dif-fuso a tutti i livelli,diventerà <<popolare>> nel senso più ampio della parola.

 

  Naturalmente la plastica non pretende di sostituire la neve: semplicemente vuol conquistare, accanto alla neve, quel posto che le spetta di diritto, quel posto che le at-tribuiscono campioni del valore di Killy, di Messner, di Périllat, di Lacroix, di Cla-taud.

 

  Dopo quattro anni di vita, la Pista del Sole ha assunto una risonanza ed un pre-stigio internazionali. Da tutto il mondo, vengono sciatori a provare questa plastica, che presto verrà esportata ovunque.   L'epo-ca della plastica è già cominciata... E San Pellegrino è la capitale riconosciuta dello sci su plastica.